InformationWhat is the Casa di Tolleranza
works in progresshistorical archiveprogrammeparallel initiatives

_sonorità periferiche


_pitture di sabrina ortolani e musica di simone bionda

_23 ottobre _18 novembre 2004

E' stata la prossimità geografica ai luoghi della periferia romana dove sono concentrati sfasciacarrozze, depositi e cimiteri di auto a causarmi familiarità con rottami, oggetti e panorami rugginosi. Negli anni di studio in accademia questa familiarità con i soggetti che ho dipinto si è evoluta in interesse formale per i motivi, i colori, le proporzioni inaspettate e pittoresche delle masse e cumuli di telai o marmitte o corpi demoliti o rampe autostradali.
Gli sfasci, le colonne di fumo scuro e acre che si sollevano periodicamente nel cielo per la combustione di inservibili copertoni, costituiscono con il loro impatto scenografico l'arredo urbano delle strade che dal tracciato dell'antica via consolare Casilina - pretenziosamente ricalcato- si allontanano verso zone invisibili.
In tal senso un'analisi del mio lavoro - scongiurando la meccanica freddezza della parola 'analisi' - non deve essere sbilanciata verso considerazioni dal tanfo paternalistico sulla cupa marginalità delle mie visioni periferiche, che se mai hanno una vena di pessimismo non viene certo dai soggetti rappresentati, di cui avverto sopra tutto la bellezza e il silenzio apparente che ispira un tipo di laica contemplazione.
Per i miei lavori ho preferito la resa tagliente e pastosa della spatola in sintonia con il soggetto dei dipinti, e la tecnica sporca del bitume per il suo colore unico, cercando di conservare il tremito e la tensione inorganica vacillante delle materia ritratta.

sabrina ortolani