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La "casa" come luogo per eccellenza di contaminazione di piccoli e grandi eventi viene vissuta e indagata nel suo duplice aspetto di casa e galleria (la Casa di Tolleranza č una casa privata , abitata da un artista, che si traveste, all'occorenza da galleria).
Tutto vive quindi sulla simulazione. L'assioma della Casa di Tolleranza č proprio quello dell'artificio in cui si compiono tutti gli eccessi dell'apparenza, ma nella dualitā e nell'opposizione interna tra l'apparire e l'essere quello che conta č sempre la catena delle connotazioni immaginarie e reali.
Nella "ri-definizione" di tale spazio, tra dentro e fuori dalla sfera privata, gli oggetti sono muti testimoni di tali eventi, quelli in mostra e quelli appartenenti alla casa: i quadri nella loro duplice funzione di esposizione-arredo, i contenitori di oggetti per un trasloco, le lettere appese che contengono situazioni vissute da altri, come gli scritti che vengono sparsi sul pavimento, ecc..
Nel gioco della simulazione dell'esistenza reale tutto si svolge nel circolo della comunicazione non verbale, fatta di incontri basati non sulla parola ma sul dialogo sensibile tra persone, oggetti e spazi ri-vissuti.
Cristina Montagnani
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