L'arte come mezzo culturale ha sempre espresso il proprio tempo e ha sempre riflesso la società in cui essa vive. Il processo d'analisi e di trasformazione delle varie forme artistiche si è sempre evoluto di pari passo con il decorso temporale, e la forma espressiva in cui si è presentata, ha sempre fedelmente riprodotto i vari momenti della storia. Attualmente la visione estetica d'appagamento dell'occhio e della mente che l'arte figurativa contemporanea ripropone, non è altro che una sorta di ripiegamento verso quell'indagine falsa e forviante di offrire, in un periodo confuso in cui si trova ad operare, una non vera realtà.
Esprimo un'arte non più vincolata ad una forma di riproduzione e copia, ma legata ad un'analisi interiore della realtà umana.
Denuncio il nostro tempo. Ironizzo quella forma culturale "deviata" che si esprime attraverso il termine di curiosità e di banalità che ne deriva.
Il passaggio del tempo e la ridotta analisi nell'evoluzione delle tappe della civiltà, ha portato la civiltà stessa verso una forma di immaginario post - mediatico in cui tutto è imposto all'uomo in maniera contaminata e condizionata, nel quale non è possibile esprimere opinioni proprie.
Dobbiamo misurarci e contestare lo sviluppo diretto verso la violazione dei diritti di libertà e di sensibilità individuale nella società attuale.
È necessario un ritorno spirituale alle origini, un salto all'indietro verso quella rappresentazione di un dialogo intimistico, riservato e interiore con la propria essenza e con il proprio spazio.
Non dobbiamo più ignorare lo sviluppo ma conoscere e interpretare.
Esprimo ideali e non più realtà estetiche.
La scienza soffoca la conoscenza, la realtà visiva ammalia e seduce in modo ingannevole la realtà immaginata. L'evoluzione tecnologica sta superando i gradi del sapere della cultura umana. I mezzi sono usati senza che se ne conoscano i reali funzionamenti.
L'evoluzione consumistica segue di pari passo lo sviluppo mediatico, e questa porta ad una forma di auto espressione di cui ne è priva la possibilità di libero arbitrio.
Vige una totale mancanza di sensibilità amplificata da un'incompleta forma di ragionamento che ha reso l'uomo automa automatico, menomato, privo di valori propri e al tempo stesso spoglio di una vera forma espressiva.
Questa mancanza formale ha portato allo scontro, alla rivolta impari della naturalità dell'uomo in quanto individuo pensante con il palinsesto meccanico globale venutosi a creare con il materialismo.
È necessario mutare la forma in sostanza.
L'uomo non deve più subire valori e canoni stilistici di sviluppo marginale della comunità sociale senza libera possibilità d'espressione.
L'eccesso nella rapidità di sviluppo socio - tecno - economico, conduce verso una quasi totale perdita di valori.
La tranquillità si è evoluta in caos provocato da una totale mancanza di spazio e tempo; lo sviluppo dell'individuo è immerso in azioni meccanizzate che la società detta.
La "cura personalis" ha avuto carattere esclusivamente fisico ed estetico, esprimendosi in maniera effimera e quindi errata verso le necessità logico - mentali di sviluppo.
La natura consumistica legata alla definizione di "griffe", ha portato ogni singolo individuo a prendere come punti di riferimento esistenziali status simbol, costruiti e creati dalla civiltà info - telematica per dare senso, occupare i vuoti sociali venutisi a creare e indirizzare l'essere in quanto tale verso ideali confezionati e predefiniti ad anteriori.
Il concetto di globalizzazione, nato dal tentativo di imbrigliare e imbavagliare la natura, ha portato ad un'analisi percettiva della realtà, in cui l'acquisizione delle informazioni avviene in maniera prevalentemente sintetica anziché analitica.
Critico questa forma di riduzione in forme basi ed essenziali dell'essere e dell'individuo, portato ad un grado schematico della naturalità logica che induce ad un'autrofizzazione delle forme d'indagine del pensiero.
Presento una visione d'incontro tra uomo e natura morale e materiale, nel bisogno costante di uniformità che sta degenerando in scontro e contrasto.
Il rispetto dell'individuo verso i propri valori fisici e spirituali e verso i valori ambientali che lo hanno reso entità naturale, stanno venendo meno.
Il tentativo di sostituzione alla logica naturale degli eventi si sta esprimendo mediante una visione di mutazione artificiale dell'evoluzione.
Gli espedienti morfogenetici diretti all'ottenimento di effetti e risultati estranei dall'ordine e dall'aspetto immediato delle cose, ottenuti mediante procedimenti tecno - scientifici che tendono ad emulare ed imitare l'aspetto naturale della teoria evoluzionistica dell'individuo, denunciano una totale distorsione di conoscenza psichica, morale e sociale.
Siamo influenzati da forme di comunicazione prestabilite, osserviamo la realtà mediante una lente distorta.
Una qualsiasi forma comunicativa con la quale entriamo in contatto altera inconsciamente il pensiero e la mediatica aumenta la creazione di una matrice subliminale che nasconde la realtà effettiva e che induce l'uomo ad operare in maniera meccanica.
Presento un'arte antiestetica in cui denuncio queste mancanze.
La soggettività, l'unicità delle azioni compiute, la possibilità di distinzione e di presentazione alla socio - natura in maniera reale, escludendo la possibilità di seguire la massa, porta l'individuo a riconoscersi e riscoprirsi in quanto essere pensante.
La nuova arte necessita, anche mediante provocazione, di esprimere e rivelare quell'innovazione propria, unica e personale.
La vicinanza dell'uomo alla natura si sta rivelando estranea ad ogni forma di verità.
Marcello De Angelis