What is the Casa di Tolleranza

_presentazione seminario cinema e psiche


_alessandro studer

_ sabato 15 gennaio 2005

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Gruppi d’incontro sul cinema e il linguaggio cinematografico con approccio psicoanalitico
Proposta per una esperienza formativa e culturale nuova e unica nel suo genere

ideatore e conduttore Dott. Alessandro Studer

PRESENTAZIONE

Il cinema come “Fabbrica dei sogni” ma anche come “Finestra sul mondo”. Può essere usato come un cunicolo attraverso cui arrivare a scoprire le parti più nascoste della propria mente? Ci siamo mai chiesti quante “cose” passano nella nostra mente attraverso un solo fotogramma? E perché determinate sequenze e immagini di un film ci rimangono impresse nella memoria? Occorre tornare in quella mitica caverna, così suggestivamente descritta da Platone, per capire…
Disoccultare l’ovvietà di un ambiente percettivo cui siamo stati costretti sin da bambini: questo è IL PRIMO OBIETTIVO di questo progetto. Entrare cioè dentro i meccanismi di un condizionamento inconsapevole (per non dire “subliminale”) che tutti abbiamo subito attraverso un sistematico “lavaggio” del cervello con immagini in movimento, e immagini cinematografiche molto prima e molto di più che televisive (Disney docet!).
IL SECONDO NOSTRO OBIETTIVO è scoprire come funziona il meccanismo di quelle immagini che comunque così tanto ancora ci incantano e che però ci hanno tenuti fermi al buio e lontano dalla vera e autentica conoscenza, ma anche scoprire tutta la ricchezza che attraverso esse abbiamo assorbito ma della quale non siamo consapevoli.
Ciò è importante quanto, talvolta, è importante disoccultare il significato nascosto di un sogno che ci ha colpito, che ci è rimasto impresso e del quale non riusciamo a capire bene quanto può essere nascosto tra le sue oniriche immagini (che, molto spesso, somigliano a quelle di un film!)…

NOVITA’ DEL PROGETTO

E’ infine importante ricordare qual è il nostro metodo, metodo che è poi la vera novità di questo progetto. L’esperienza non si snoda attraverso scadenze e tappe programmate dal conduttore ma è centrata sull’auto-organizzazione del gruppo, attraverso la sua memoria e le sue scelte di gusto che, certamente, si manifesteranno attraverso una esternazione dei singoli componenti sui loro vissuti soggettivi, culturali e percettivi. La conseguente discussione dinamica all’interno del gruppo, in un ambiente che ha tutte le caratteristiche di una vera e propria sala cinematografica, tramite l’analisi e la ripetuta visione di sequenze o parti di film, produrrà il doppio effetto di spiegare i propri vissuti connessi a determinate immagini cinematografiche e di acquisire capacità conoscitive del linguaggio cinematografico sempre maggiori. E’ chiaro che quanto detto si potrà realizzare dopo un adeguato periodo introduttivo in cui sarà inevitabile la direzione del conduttore.

RIFERIMENTI CINEMATOGRAFICI E CULTURALI

E’ importante indicare i riferimenti fondamentali attraverso i quali potrà iniziare e poi svilupparsi tutto il corso semestrale.
A. Alcuni testi (inediti) elaborati dal sottoscritto, come introduzione teorico-filosofica e metodologica, verranno consegnati in occasione del primo incontro. Testi pubblicati (utili per avere un’idea) su www.ilgiardinodeipensieri.com (cercare in indice per autori).
B. Gli incontri preliminari avranno come linee-guida i seguenti temi della cultura cinematografica attuale e classica:

  1. 1) Dopo Matrix: partendo da questo film-chiave tentare un breve approfondimento del nuovo tipo di linguaggio cinematografico creato dalle grandi Majors hollywoodiane: complessità tecnologica mista a complessità concettuale (confronto con le trilogie del Signore degli Anelli e di Harry Potter, nonché Kill Bill e Spider Man). Si inizierà con l’attenta analisi di alcune sequenze chiave del primo Matrix
  2. 2) Come e quando nasce il problema. Fine anni ’20, Parigi: Luis Bunuel e Salvador Dalì, Un Chien Andalou (1929) e poi, l’anno seguente, L’Age d’or (Dalì abbandonerà il progetto nella fase di realizzazione). Bunuel, in tutta la sua lunga vita, realizzerà circa 40 film e creerà uno stile cinematografico dove l’elemento psichico-surreale è sempre dominante. Pedro Almodovar è il suo non indegno erede. Da considerare, in questo quadro, anche un film incredibile come Memento…
  3. 3) Esiste un cinema che si può definire “al femminile”? Prendendo lo spunto da alcuni film italiani recenti (e andando poi a ritroso) si tenterà di dare una risposta: Le fate ignoranti, Non ti muovere, Primo Amore. E anche i film più recenti di Kim Ki-duk: Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera e Ferro 3 – La casa vuota. 4) Dall’oriente (Cina e Korea del sud) arriva la vera risposta alternativa al cinema super-digitale (es.: La tigre e il Dragone, Hero, Old Boy, 2046).
Alessandro Studer, è uno psicoanalista di formazione filosofica (regolarmente iscritto all’albo degli Psicoterapeuti) ed è stato uno dei fondatori dell’OBRAZ CINESTUDIO.